Sportello
 
VENDITORE AMBULANTE (settore non alimentare)

La tradizione dei mercati e delle bancarelle, che vede protagonista il venditore ambulante o venditore su suolo pubblico, fa parte del nostro tessuto sociale e resiste all’assalto della grande distribuzione e delle strutture commerciali più importanti. Spesso l’ambulante è un artigiano che vende in proprio gli oggetti creati da lui stesso con maestria e fantasia: creazioni in lana, abiti cuciti a mano, bigiotteria artigianale, oggettistica artistica, ceramiche dipinte a mano etc. 

Il venditore su suolo pubblico è un commerciante che esercita la propria professione in forma itinerante in occasione di fiere, sagre e  mercati settimanali, oppure su una o più aree o posteggi assegnati dal Comune. L’attività può essere svolta, inoltre, come ambulante a turno (o battitore), che si alterna ogni giorno con altri operatori, o  come “spuntista”, che non occupa nei vari mercati un'area stabilita e che acquisisce punteggio ogni volta che  partecipa al mercato settimanale (le presenze danno una priorità nell'assegnazione di un posteggio definitivo in sede di bando). 

Per svolgere l’attività di venditore ambulante bisogna godere di  buona salute, per resistere a turni di lavoro stancanti e all’esposizione agli agenti atmosferici.

Questo mestiere un tempo era riservato alle persone titolari di ditte individuali, di imprese familiari o di società di persone. La Direttiva Bolkenstein, entrata in vigore l’8 maggio 2010 con il Dlgs n. 59, ha esteso tale possibilità anche alle società di capitali e alle cooperative ed ha introdotto alcune novità dirette a liberalizzare l’attività.

Hobbista

Si può anche partecipare ai mercatini domenicali o altri eventi in qualità di “hobbista”, esponendo e vendendo solo opere realizzate nell'ambito di un hobby creativo (pittura,ricamo, maglia, ceramica, lavorazione legno, bigiotteria,etc.), realizzate con il proprio ingegno e i propri mezzi in maniera occasionale e non continuativa. L’hobbista espone e vende anche anche cose vecchie, abbigliamento o oggetti usati, oggettistica da collezione etc,L'attività di vendita dell'hobbista è, agli effetti di legge, un'attività commerciale di tipo occasionale. Dal punto di vista degli obblighi amministrativi essa è disciplinata con legge regionale, avendo ciascuna regione dello Stato italiano competenza esclusiva in materia di commercio (art. 117 della Costituzione). Gran parte delle regioni non fanno alcun riferimento ad obblighi di iscrizione in registri presso la Camera di Commercio. Nei casi in cui non vi sia obbligo d'iscrizione, per poter esercitare l'attività di vendita su area pubblica a titolo non professionale, occorrerà solo essere in possesso dell'apposita autorizzazione al commercio, almeno in una delle sue varie forme: annuale, stagionale o temporanea da richiedere presso l'Ufficio Commercio Aree Pubbliche del Comune di riferimento (Art. 28 D.Lgs. n. 114/98).Ai fini fiscali, è stabilito che per chi svolge saltuariamente attività di vendita c’è la possibilità di emettere ricevute con il proprio codice fiscale e denunciare a fine anno tali entrate eccezionali sul proprio 740. Le ricevute emesse con il proprio codice fiscale sono regolari ai sensi dell'art. 1, comma 1, del Dpr 696/96. Pertanto, se l'attività non è continuativa, ma puramente occasionale non c'è obbligo di partita iva, mentre l'obbligo fiscale può essere assolto denunciando i relativi redditi nel quadro RL del modello Unico, al rigo 13, come “diversi” ai sensi del DPR 917/1986, Capo VII, art. 81 e ss., vale a dire “redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente”; questi redditi parteciperanno alla formazione del reddito complessivo.