Sportello
 
AGRITURISMO

Un agriturismo può essere avviato e gestito soltanto se si è imprenditori agricoli e se l’attività agricola risulta prevalente rispetto a quella agrituristica, più del 51% del reddito dell'azienda deve derivare da attività di coltivazione dei campi, allevamento e silvicoltura. E' possibile, però, prevedere l'avvio congiunto delle attività, sia agrituristiche che agricole (ad esempio nel caso dell'imprenditoria giovanile). L'attività agrituristica consiste fondamentalmente in quattro tipi di servizi:

  • allestimento di alloggi per soggiorni in appositi locali aziendali a ciò adibiti;
  • somministrazione di pasti e di bevande purché preparati prevalentemente con prodotti della propria azienda;
  • allestimento di aree attrezzate per il campeggio;
  • organizzazione di attività ricreative, sportive, culturali e didattiche finalizzate alla riscoperta del patrimonio enogastronomico, artigianale, culturale e turistico del territorio, nonché attività sportive (pesca, ippoturismo, etc.).

Tali attività di ricezione e ospitalità possono essere svolte stagionalmente (generalmente le leggi regionali fissano ad un minimo di 60 giorni il periodo obbligatorio di apertura) con l’aiuto di familiari, di soci e personale già operante presso l’azienda agricola, utilizzando locali dell’azienda o dell’abitazione dell’imprenditore. All’attività agrituristica possono essere destinati esclusivamente edifici già esistenti in azienda e non più utili alla conduzione del fondo; non sono ammesse nuove costruzioni. Le regole per lo svolgimento di tali attività sono fissate da leggi regionali, coordinate da una legge-quadro dello Stato L. 20 febbraio 2006, n. 96, fermo restando che le attività agrituristiche devono essere tutte connesse all'attività agricola, cioè finalizzate sempre alla migliore valorizzazione delle risorse agricole (prodotti aziendali, ambiente naturale, risorse culturali del luogo). L’imprenditore agricolo che intende avviare un agriturismo, oltre a possedere passione per la natura, per il lavoro in campagna e senso dell’ospitalità, deve avere competenze in campo agricolo, ma anche nel settore turistico-alberghiero, nonché conoscenze delle tecniche di gestione ed organizzazione dei diversi settori ricettivi; inoltre deve avere specifiche conoscenze di economia, di bilancio, di contabilità e di marketing, conoscere una o due lingue straniere e saper utilizzare i programmi informatici per i servizi di ricevimento. Completano il profilo ottime capacità organizzative e manageriali, uno spiccato spirito d'iniziativa ed un carattere dinamico ed intraprendente.

FATTORIE DIDATTICHE

Gli agriturismi si possono organizzare in fattorie didattiche, proponendo corsi di preparazioni alimentari (conserve, pane, insaccati, formaggi, gastronomia), di osservazione ecologica ed educazione ambientale, di produzione agricola (visita all’azienda e illustrazione delle diverse fasi del ciclo produttivo di ciascuna coltivazione o allevamento) rivolti in modo particolare agli studenti, ma anche alle associazioni, e in generale a gruppi organizzati. Avremo così fattorie didattiche che illustrano la produzione del frumento, la sua trasformazione in farina e la preparazione del pane; altre che presentano la produzione del latte e del formaggio, facendo visitare la stalla, assistere all’alimentazione e alla mungitura degli animali e, infine, alla preparazione artigianale del formaggio. Altre ancora possono presentare l’allevamento delle api con la produzione del miele e della pappa reale, o la coltivazione del frutteto con la preparazione di succhi di frutta e marmellate, la cantina e la produzione del vino, il frantoio e la produzione di olio extravergine di oliva. In alcune regioni gli agriturismi possono dar vita alle ‘fattorie sociali’, mirate a favorire il benessere e il reinserimento sociale delle persone svantaggiate.